Cultura: In Francia il parco dedicato a Leonardo

nel castello di Clos Lucé, ultima dimora del genio. Sarà ricostruito il leone-robot: a grandezza naturale, camminava e muoveva la testa. Dal petto uscivano fiori

AMBOISE (Francia) - Cinquecento anni fa è stata la sua ultima dimora. Adesso si appresta a diventare il primo parco tematico interamente dedicato al suo incredibile genio. È il giardino-museo Château du Clos Lucé di Amboise, in Francia, che dal prossimo 24 giugno ospiterà l'esposizione intitolata «Leonardo e la Francia» in cui saranno presentate le più famose invenzioni di Leonardo da Vinci. Lo scopo dell'esibizione è chiaro: incoraggiare studenti e appassionati a scoprire il «mistero della versatilità» del grande artista italiano.

TRASFORMAZIONE - Oggi il castello di Clos Lucé è già un museo dedicato a Leonardo. Ma con questa nuova esibizione la dimora reinventerà se stessa. Entro il prossimo mese una sala del palazzo diventerà un laboratorio per bambini, dove i più piccini potranno studiare le idee di Leonardo e l'influenza esercitata da quest'ultimo sugli scienziati posteriori. In un'altra ala della dimora sarà creato una "galleria artistica virtuale" dove saranno riprodotti i 17 dipinti di Leonardo arrivati sino a noi e un laboratorio hi-tech in cui si studierà la sua versatilità come inventore, ingegnere e architetto. Infine un'ex fabbrica che si trova vicino al giardino-museo sarà riconvertita entro i prossimi due anni in una grande biblioteca dove saranno custoditi libri sull'artista italiano.

IL LEONE ROBOT - Proprio durante i tre anni in cui visse nel castello di Clos Lucé Leonardo portò a termine diversi lavori. Il più incredibile è certamente il progetto del leone-robot, un'invenzione unica per quei tempi. Si trattava di un leone meccanico a grandezza naturale che riusciva a camminare, a muovere la testa e dal cui petto uscivano mazzi di gigli, fiore simbolo della casa reale francese. Una riproduzione di quest'invenzione sarà presentata durante l'esibizione della prossima estate e per la prima volta dopo 500 anni si potrà ammirare quella che fu considerata dai contemporanei di Leonardo una delle invenzioni più incredibili dello scienziato italiano. Ma nel palazzo in cui Leonardo visse gli ultimi tre anni della sua vita saranno riprodotte anche altri celebri strumenti meccanici progettati dallo scienziato italiano tra cui un protoelicottero, un aereo, una bicicletta, un paracadute e anche una macchina volante. Inoltre il salotto nel quale Leonardo portò a termine "La Gioconda" è stato restaurato e apparirà proprio come lo vedeva l'artista nel XVI secolo. Infine i visitatori potranno ammirare lo splendido giardino che circonda la dimora nel quale saranno presenti oltre 300 specie di piante che compaiono nelle opere artistiche di Leonardo.

MATEMATICO E POETA - Il parco tematico punterà tra l'altro a far conoscere quei lati del genio leonardesco meno noti: fuori dai confini italiani infatti non tutti sanno che oltre ad essere uno straordinario artista e scienziato, il nostro celebre connazionale fu anche un valente matematico, un appassionato musicista e un abile poeta (i suoi interessi spaziavano dalla botanica all'architettura, dall'anatomia alla filosofia). «Leonardo è stato una sorta di George Lucas del sedicesimo secolo - dichiara all'«Independent» di Londra François Saint Bris, direttore del castello di Clos Lucé e del parco Leonardo da Vinci -. I suoi effetti speciali erano leggendari, come il leone meccanico che creò in onore del Re Francesco I. Abbiamo usato le descrizioni del leone fatte dai suoi contemporanei e abbiamo richiesto a un famoso orologiaio di Venezia di far rivivere entro quest'estate questa incredibile invenzione». Secondo M. Saint Bris, uno dei dirigenti del parco-museo, la trasformazione dell'ultima dimora di Leonardo in un primo parco tematico è qualcosa di straordinario: «Clos Lucé è unica. Non c'è nessun posto nel mondo dove la presenza di Leonardo è così ben documentata. Vogliamo diventare il principale sito dove sono raccolti i lavori e gli studi di quella che è stata probabilmente la più grande mente umana, sicuramente la più versatile che sia mai esistita».


Francesco Tortora

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